Un'agenzia romana inventa una ricerca di volti nuovi. Un manifesto improbabile
e un invito ammiccante: "Non serve diploma". Centinaia di ragazze aderiscono
L'ideatore: "Abbiamo pensato alla 'mentalità Noemi'. Non credevamo che tante
ci sarebbero cadute. Ora diventerà un gioco... E i book li manderemo al premier"
di RANIERI SALVADORINI
Il manifesto apparso sui muri di Roma
ROMA - Michael W. Colletti offre una "scorciatoia" alle "belle presenze" per "entrare nel mondo che conta", così dicono i volantini che tappezzano la capitale. E la bufala satirica che fa la parodia di Berlusconi fa presa davvero, al punto che "meglio dirlo, che è solo uno scherzo".
"Claim starbiz your chance". "Non serve un diploma o una lunga carriera politica, ma solo cortesia, una faccia pulita, una piacevole presenza e, perché no, un po' di spirito d'avventura". Sullo sfondo, una ragazza seminuda, focus sul lato B, dove è impresso lo slogan: "Yes we can". E l'invito a presentarsi per un "casting", perché "possiamo offrirti una corsia preferenziale per la tua carriera". L'Agenzia di Michael W. Colletti, ha un sito Internet e una pagina Facebook, con amicizie "curiose", come la rivista di satira Frigidaire, l'umorista Diego Bianchi, o La Nuova Ecologia.
E allora facciamo amicizia. Anche perché Michael W. Colletti in fondo sente di volersi "svelare". "Era talmente grottesco il manifesto che non pensavamo che qualcuno ci potesse credere davvero" - spiega "Kajano", fumettista, uno dei ragazzi del gruppo di "satiri" che ha messo in giro la bufala. E invece centinaia di ragazze, "incuriosite" dall'idea che è "questo il momento, tra elezioni, scandali e rimescolamenti, che si aprono spazi per i volti freschi dello spettacolo italiano" hanno "bussato" al profilo fantasma di Michael, chiedendo di fare amicizia.
Il casting ci sarà davvero, mercoledì 8 luglio (al Beba Do Samba, a San Lorenzo, ore 20), e "quando me le sono raffigurate lì, magari accompagnate dalle mamme, come mi è capitato spesso di vedere per annunci assurdi, mi ha fatto molta tristezza - dice Arnald, un altro del gruppo, di cui fanno parte anche "bradipo nevrotico" e "pseudonimo"". Ma anche nomi più "noti" della satira "impegnata", come Gianpiero Caldarella. "Il nostro obiettivo - prosegue Arnald - non è certo umiliare le persone, ma evidenziare che si è perso ogni rapporto con la realtà perché il lavoro non è più pensato come qualcosa che si costruisce giorno per giorno, tutti cercano una scorciatoia".
Continua
"Claim starbiz your chance". "Non serve un diploma o una lunga carriera politica, ma solo cortesia, una faccia pulita, una piacevole presenza e, perché no, un po' di spirito d'avventura". Sullo sfondo, una ragazza seminuda, focus sul lato B, dove è impresso lo slogan: "Yes we can". E l'invito a presentarsi per un "casting", perché "possiamo offrirti una corsia preferenziale per la tua carriera". L'Agenzia di Michael W. Colletti, ha un sito Internet e una pagina Facebook, con amicizie "curiose", come la rivista di satira Frigidaire, l'umorista Diego Bianchi, o La Nuova Ecologia.
E allora facciamo amicizia. Anche perché Michael W. Colletti in fondo sente di volersi "svelare". "Era talmente grottesco il manifesto che non pensavamo che qualcuno ci potesse credere davvero" - spiega "Kajano", fumettista, uno dei ragazzi del gruppo di "satiri" che ha messo in giro la bufala. E invece centinaia di ragazze, "incuriosite" dall'idea che è "questo il momento, tra elezioni, scandali e rimescolamenti, che si aprono spazi per i volti freschi dello spettacolo italiano" hanno "bussato" al profilo fantasma di Michael, chiedendo di fare amicizia.
Il casting ci sarà davvero, mercoledì 8 luglio (al Beba Do Samba, a San Lorenzo, ore 20), e "quando me le sono raffigurate lì, magari accompagnate dalle mamme, come mi è capitato spesso di vedere per annunci assurdi, mi ha fatto molta tristezza - dice Arnald, un altro del gruppo, di cui fanno parte anche "bradipo nevrotico" e "pseudonimo"". Ma anche nomi più "noti" della satira "impegnata", come Gianpiero Caldarella. "Il nostro obiettivo - prosegue Arnald - non è certo umiliare le persone, ma evidenziare che si è perso ogni rapporto con la realtà perché il lavoro non è più pensato come qualcosa che si costruisce giorno per giorno, tutti cercano una scorciatoia".
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